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Assistenza legale diritto oblio

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Cosa afferma la Cassazione nell’ordinanza n. 6919/2008?

La Suprema Corte di Cassazione indica quali sono i criteri da utilizzare per valutare la possibilità di affermare il diritto all’oblio da parte di un individuo. La Corte spiega che ricopre un ruolo centrale l’esigenza di contemperamento tra due diversi diritti fondamentali: da un lato il diritto di cronaca dall’altro il diritto della persona a che certe vicende della propria vita, che non presentino più i caratteri dell’attualità, ovverosia che siano più suscettibili di soddisfare un interesse apprezzabile della collettività a conoscerle, non trovino più diffusione da parte dei media. Strumentale al diritto all’oblio è la facoltà di ottenere la rimozione, da elenchi o archivi o registri, del proprio nominativo, in relazione a fatti e vicende che non presentino più il suddetto carattere dell’attualità. Occorre verificare in particolare se l’interessato abbia diritto a che l’informazione in questione riguardante la sua persona non venga più, allo stato attuale, per il tempo decorso, collegata al suo nome da un elenco di risultati che appare a seguito di una ricerca effettuata a partire dal suo nome. La Suprema Corte aggiunge che tale verifica prescinde da un possibile pregiudizio subito dal soggetto per l’associazione del suo nome con la ricerca del nominativo. Pertanto, se l’interesse della collettività a conoscere di tale notizia non è più apprezzabile, i diritti fondamentali dell’individuo previsti agli artt. 7 e 8 della Carta di Nizza “Rispetto della vita privata e della vita familiare” e “Protezione dei dati di carattere personale” prevarranno sia sull’interesse economico del gestore del motore di ricerca (ad esempio Google) sia sull’interesse del pubblico ad accedere all’informazione suddetta in occasione di una ricerca concernente il nome di questa persona. Assistenza legale diritto oblio.

In presenza di quali presupposti il diritto fondamentale all’oblio può subire una compressione a favore dell’altrettanto fondamentale diritto di cronaca?

La Corte di Cassazione afferma che il diritto all’oblio può subire una compressione in presenza dei seguenti presupposti:

  1. Il contributo arrecato dalla diffusione dell’immagine o della notizia ad un dibattito di interesse pubblico.
  2. L’interesse effettivo ed attuale alla diffusione dell’immagine o della notizia (per ragioni di giustizia, di polizia o di tutela dei diritti e delle libertà altrui, ovvero per scopi scientifici, didattici o culturali), da reputarsi mancante in caso di prevalenza di un interesse divulgativo o, peggio, meramente economico o commerciale del soggetto che diffonde la notizia o l’immagine. Assistenza legale diritto oblio.
  3. L’elevato grado di notorietà del soggetto rappresentato, per la peculiare posizione rivestita nella vita pubblicate, segnatamente, nella realtà economica o politica del Paese.
  4. Le modalità impiegate per ottenere e nel dare l’informazione, che deve essere veritiera (poiché attinta da fonti affidabili e con un diligente lavoro di ricerca), diffusa con modalità non eccedenti lo scopo informativo, nell’interesse nel pubblico, e scevra da insinuazioni o considerazioni personali, si da evidenziare un esclusivo interesse oggettivo alla nuova diffusione.
  5. La preventiva informazione circa la pubblicazione o trasmissione della notizia o dell’immagine a distanza di tempo, in modo da consentire all’interessato il diritto di replica prima della sua divulgazione al grande pubblico.

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