Dati personali sull’appartenenza religiosa - Studio Legale - Tutela privacy online
La rimozione dei dati sensibili nei pubblici registri. Le risposte del Garante per la Privacy alle istanze ricevute. Il diritto all'oblio degli interessati al trattamento dei dati religiosi. Diritto all'integrazione dei dati personali.
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Dati personali sull’appartenenza religiosa

Dati personali sull’appartenenza religiosa

Diritto all’oblio nel trattamento di dati sensibili. Pur trattandosi di casi ormai risalenti ciò non di meno dagli stessi si possono inferire alcuni spunti interessanti, in particolare rispetto all’esercizio dei diritti di cancellazione e integrazione dei dati personali.
I fatti di cui si narra risalgono ormai alla fine del secolo scorso e ai primi anni duemila, periodo in cui era ancora in vigore la legge sulla privacy 675/1996 (poi abrogata dal decreto legislativo 196/2003). I provvedimenti riguardavano cittadini che si erano rivolti al Garante per la protezione dei dati personali a seguito del rifiuto da parte dei responsabili ecclesiali, di cancellare i propri dati conservati nel registro dei battezzati presso l’archivio parrocchiale.
Gli istanti motivavano la richiesta con la circostanza di essere atei nonché in ragione tempo trascorso dal battesimo.
Per queste ragioni, a dire dei ricorrenti non vi era più alcun interesse alla conservazione dei dati stessi presso i menzionati registri.
L’attestazione di battesimo pubblicata negli elenchi parrocchiali a dire dei richiedenti avrebbe quindi leso il diritto all’oblio e il diritto a tutelare l’identità personale degli interessati, quest’ultima intesa come diritto a veder correttamente rappresentata la propria attuale immagine riguardo alle convinzioni originarie.
Gli interessati chiedevano quindi ai responsabili ecclesiastici la cancellazione dei dati in virtù dell’articolo 13 della legge 675/1996  che prevede “la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati” (art. 13, comma 1) o comunque l’aggiornamento degli stessi ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. c), n. 3 legge n. 675/1996.
Il Garante, nei diversi provvedimenti ha ritenuto che “l’aspirazione degli interessati a veder correttamente rappresentata la propria immagine in relazione alle proprie convinzioni originarie o sopravvenute, può … essere soddisfatta…” attraverso, “ad esempio, una semplice annotazione a margine del dato da rettificarsi…”, ferma restando la documentazione del fatto storico dell’avvenuto battesimo.
Il Garante accoglie le richieste degli istanti volte ad aggiornare ed integrare i dati personali che li riguardano, con specifico riferimento al “dato sensibile” relativo alla propria appartenenza religiosa.

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